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Titti Garelli è nata a Torino dove vive e lavora.
Ha studiato al Liceo Artistico di Torino, sotto la guida del pittore Sergio Saroni e all’Accademia Albertina di Belle Arti.
Dopo la formazione artistica ha lavorato nelle principali Agenzie di Pubblicità come illustratrice, art-director e freelance, dove ha maturato esperienza e professionalità.
Da più di ventanni le sue illustrazioni sono richieste dall’Editoria e dalle maggiori Agenzie di Pubblicità Internazionali: M.Cann Erickson, J.W. Thompson, Young & Rubicam, Leo Burnett per citarne alcune, e per i più importanti Clienti dalla Barilla alla Chicco Artsana, da Mulino Bianco ad Invicta, da Findus a Jegermeister, da Nestlè a San Pellegrino. Collabora da diversi anni in qualità di creativa e di illustratrice con la Caffarel di Luserna S. Giovanni.

Nel 1990 inizia ad esporre i suoi lavori nelle Gallerie d’Arte in Italia e all’Estero. Dopo il felice incontro con la galleria Dantesca dei Fratelli Fogola, nel 1993 ha illustrato con 12 litografie (di cui 6 acquerellate a mano) “Les Fables di La Fontaine”, nella preziosa edizione numerata e firmata in 75 esemplari. Per lo stesso editore ha illustrato una raccolta di poesie di un autore del Primo Novecento: “Il Cestello” (1998).
Nel 2000 ha esposto a New York (Wiliamsbourg e Soho) uno dei suoi Lavori più recenti: “Le Bambine Cattive” che continua tuttora a sviluppare arricchendolo con nuovi personaggi intriganti quali Angioletti Dispettosi, Fatine Irriverenti e altre creaturine.
"I bambini sanno essere crudeli come gli adulti e talvolta anche di più perchè non hanno tutte le nostre inibizioni e i nostri condizionamenti. Le mie bambine sono più cattive di quanto lo fui io perchè sanno fregarsene di più dell’educazione impartita. Io sono stata una bambina buona per forza, perciò adesso disegno bambine cattive."
Nel 2007 presenta il nuovo lavoro : ”Il Giro del mondo in 80 Bambine”. Si tratta di una sequenza di piccoli ritratti del formato di 10x10 cm che raccontano il suo Viaggio intorno ai volti, i colori, i costumi del mondo. Le bambine dipinte rappresentano l’attuale dimensione multietnica delle città del mondo, dove si incroceranno sempre più linguaggi.
"Le bambine di Titti Garelli sono belle, ma non lo sono con quella nota di mera tenerezza che inducono le bambole, loro hanno un autentico charme. Non sono impotenti, fragili sì, ma un potere lo hanno. Che poi è quello di catalizzare gli sguardi con la loro fierezza.

I: Qual’è il primo tratto dell’infanzia che ti è rimasto in mente?
T: Il più lontano ma preciso ricordo della mia infanzia, mi vede a 18 mesi che raccolgo in campagna le mele cadute dagli alberi. In questo ricordo c’è la dualità che mi ha sempre caratterizzato: quelle mele mi attiravano perchè erano verdi e lucide, ma sotto nascondevano una parte marrone marcia. Forse da quel momento nasce in me l’attrazione per l’altra faccia del reale: le bestie che s’acquattano nel prato mi attraggono esattamente come il prato stesso. La realtà, come le mie mele, ha due facce: quella lustra e accattivante che spesso esponiamo nella vetrina e l’altra nascosta e segreta, di cui molti si vergognano, che non è bello mostrare. La faccia nascosta della mela mi ha sempre incuriosito e affascinato, come mi attirano le piccole creature striscianti nel prato.